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Riforma della secondaria: chi frequentera’ gli otto licei non avra’ gli stessi diritti.

Inutile replica stizzita del ministero
(Comunicato stampa di E. Panini)

Il Ministero dell’Istruzione ha tentato una stizzita replica ad un nostro comunicato del 29 aprile con il quale denunciavamo che il solo liceo classico “riformato” consentirà di accedere a tutte le facoltà universitarie e a tutti i corsi di laurea.

Il Ministero non può replicare nulla perché i testi sono chiari!

Infatti, l’ultima versione del Decreto legislativo, all’art. 5 (quello che riguarda il liceo classico), comma I°, prevede :

“Il percorso del liceo classico approfondisce la cultura liceale dal punto di vista della civiltà classica, e delle conoscenze linguistiche storiche e filosofiche, fornendo un rigore metodologico e una dotazione di contenuti e di sensibilità all’interno di un quadro culturale di alto livello e di attenzione ai lavori anche estetici che offra gli strumenti necessari per l’accesso qualificato ad ogni facoltà universitaria”.

Il Ministero sa che la parte in grassetto:

  • non compariva nei sei testi precedenti;
  • compare per la prima volta in questa bozza;
  • non compare negli altri sette articoli che descrivono le finalità degli altri sette licei senza alcun riferimento, nella stessa o in altra forma, alla possibilità di accedere a tutte le facoltà universitarie.

Insomma, per il solo liceo classico e non per gli altri, nemmeno per l’ormai altrettanto storico liceo scientifico, si è sentito il bisogno di scrivere che deve offrire “gli strumenti necessari per l’accesso qualificato ad ogni facoltà universitaria”.

Questa assurda scelta è stato da noi denunciata ed è stata oggetto anche dei rilievi critici di una importante Commissione di lavoro del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione.

In sostanza all’università dalla secondaria “riformata” si potrà accedere in ben tre modi diversi:

  1. dal liceo classico si accederà ad ogni facoltà;
  2. dall’istruzione professionale servirà un anno integrativo;
  3. dagli altri sette licei secondo modalità diverse dalle prime due.

Un bel guazzabuglio frutto di una visione miope e sorda alle esigenze di un Paese moderno.

La nostra denuncia ha richiamato l’attenzione sull’introduzione di questa ulteriore discriminazione che il Ministero sperava di far passare in silenzio.

Da ciò origina un comunicato stizzito del Ministero che usa contro la FLC Cgil espressioni quali “Illazioni infondate e destabilizzanti” e che rivolge un appello alle famiglie (sic!) perché non diano credito “a voci false e tendenziose

Siamo dispiaciuti per il Ministero: pensava di attaccare la Cgil ma in realtà descriveva se stesso.

Roma, 1 maggio 2005

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