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Con l’emanazione della circolare sull’organico di fatto arriva qualche significativo segnale di inversione di tendenza da parte del Ministero

organico di fatto personale docente ed Ata. Emanata la circolare n. 51 del 12 giugno 2007

Il testo della Circolare ministeriale n. 51 del 12 giugno 2007, rispetto a quanto prospettato ai sindacati nel primo incontro del 28 maggio scorso, e poi nel successivo del 6 giugno, contiene alcuni significativi segnali di inversione di tendenza sugli organici da parte del Ministero.

Questo è sicuramente dovuto, oltre che alla presa d’atto del consistente incremento di alunni in diverse regioni rispetto alle previsioni fatte al momento dell’emanazione delle norme sull’organico di diritto, soprattutto alle forti pressioni che ci sono state in questi mesi nei vari territori sul problema degli organici, sulla formazione delle classi con un numero di alunni oltre i parametri previsti e sulla mancata concessione del tempo pieno e prolungato richiesto da tante famiglie. Infatti, rispetto a quanto inizialmente annunciato ed a seguito della pressante richiesta della FLC Cgil e degli altri sindacati, da ultimo anche nell’incontro politico dell’altro ieri con la Vice Ministro Bastico non si fa più un riferimento esplicito alla necessità di dover proseguire nella riduzione di posti anche in organico di fatto così come preannunciato a suo tempo in alcuni passaggi della circolare n. 19 del 13 febbraio 2007 relativa all’organico di diritto.

Ora si richiama l’esigenza di adeguare l’organico di fatto “tenendo conto degli effettivi incrementi del numero degli alunni, in vista dell’obiettivo politico di dare risposte alla domanda di istruzione espressa dalla famiglie, tenendo anche conto del sopravvenuto avvio sin dall’anno scolastico 2007-2008 della fase di prima attuazione dell’obbligo scolastico”. Inoltre “l’adeguamento dell’organico deve essere effettuato nel rispetto dei criteri e dei parametri previsti nella normativa vigente assicurando il regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche, in relazione al numero effettivo degli alunni”.

Si tratta di un modo ancora soft, ma chiaro, per dire che in presenza di un aumento di alunni (compresi quelli in situazione di handicap) o in presenza di un numero comunque eccessivo di alunni (oltre i parametri previsti), vanno costituite più classi. Inoltre, in presenza di maggiori e pressanti richieste di tempo pieno e prolungato, queste vanno soddisfatte per quanto possibile, nel rispetto della normativa precedente sulla costituzione delle classi e dei posti.

Altro passaggio positivo nella circolare, richiesto con forza dalla FLC Cgil, è il richiamo al “ripristino del tempo pieno e prolungato secondo modalità organizzative ispirate al modello didattico tradizionale” e non più al modello spezzatino della Moratti.

Certamente non è ancora abbastanza per dire che si sta andando sulla strada giusta, ma è pur sempre un chiaro segnale di inversione di tendenza.

Ora occorre far si che nei territori se ne colgano tutte le potenzialità positive.

Nella circolare si chiarisce inoltre che:

  • non vi sono ricadute né sulle modalità di definizione dei posti, né sulle modalità di utilizzazione del personale, in conseguenza delle modifiche contenute nell’ultima legge finanziaria per quanto riguarda la riduzione delle 4 ore settimanali di lezione nell’istruzione professionale (riferite all’area di approfondimento);
  • non vi sono modifiche per quanto riguarda le modalità di individuazione dei soggetti portatori di handicap e quindi dei criteri per la costituzione dei posti di sostegno in deroga.

La nuova circolare in sostanza conferma il contenuto di quella dello scorso anno, la n. 45 del 9 giugno 2006, e aggiunge poche ma significative integrazioni.

Il Ministero si riserva infine di autorizzare ulteriori posti nell’infanzia, se richiesti in presenza di liste d’attesa, e ulteriori posti per progetti (in particolare per l’accoglienza e l’inserimento di alunni stranieri) oltre la conferma di quelli già autorizzati nello scorso anno.

Per quanto riguarda il personale ATA, nella circolare si fa riferimento alla precedente relativa all’organico di diritto (CM prot. 8225 del 23 aprile 2007) per richiamare l’esigenza del contenimento della spesa, ma si dice anche che è possibile un incremento di posti “nei casi in cui vi sia un accertato incremento del numero di alunni rispetto alla previsione” e di contenute deroghe “nei casi, motivati adeguatamente, in cui le risorse assegnate alle istituzioni scolastiche non rendessero possibile il regolare funzionamento dei servizi scolastici (ad esempio in scuole articolate su più plessi - leggasi posti di collaboratori scolastici; in situazione di particolare complessità amministrativa - assistenti amministrativi; per garantire adeguata sicurezza nei laboratori - assistenti tecnici - per i quali va assicurata una congrua quota per la manutenzione delle apparecchiature) nel rispetto delle norme contrattuali sull’orario di lavoro. Tanto in attesa di ridefinire, alla luce delle nuove competenze attribuite all’autonomia scolastica, i criteri di determinazione degli organici e dei carichi di lavoro”.

E’ quindi rintracciabile, pur nel linguaggio ministeriale, il senso delle nostre richieste: vanno incrementati i posti necessari, anche di assistente tecnico (è scritto al fine di “garantire la manutenzione dei laboratori”), in tutti i casi in cui la dotazione prevista in organico di diritto non consenta di assicurare la funzionalità del servizio ed il rispetto dell’art. 52 del contratto di lavoro.

Infine, a differenza degli anni scorsi, non sarà più il Ministero a comunicare, dopo i trasferimenti, l'ulteriore contingente di posti per attenuare gli effetti della possibile concentrazione nelle singole scuole di personale parzialmente idoneo al servizio e cessato a suo tempo dal collocamento fuori ruolo a causa della legge finanziaria 2002, ma le Direzioni regionali potranno direttamente attivare un posto in più ogni 2/3 unità di personale inidoneo.

Quindi anche per quanto riguarda il personale ATA ci sono le condizioni per rivendicare in organico di fatto un incremento di posti, quanto meno per alleggerire gli effetti dei tagli di questi anni e cercare di fare fronte alle esigenze di funzionalità delle scuole.

Occorrerà in ogni caso che uno strumento legislativo, come la legge di assestamento di bilancio, assuma questo orientamento annullando gli effetti che la “norma di salvaguardia” della legge finanziaria 2007 continua a contenere, solo questo atto, potrà garantire la serenità delle scuole per affrontare il nuovo anno scolastico.

Resta altrimenti una norma che “alita” sulla vita della scuola e nasconde, per la FLC Cgil, la necessità sempre più evidente di affrontare una nuova politica degli organici per la scuola dell’autonomia; sono ormai obsoleti e macchinosi i parametri di riferimento, creano ogni anno incertezze e difficoltà che rallentano la progettazione efficace e tempestiva di cui c’è estremo bisogno.

Roma, 13 giugno 2007

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