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Determinazione degli organici del personale ATA per il 2006-2007

(Riferimenti normativi: DM 201 del 10.8.2000; DM 128 del 27.7.2001; Nota n. 113 dell’11 Giugno 2002; DM 36 del 24 marzo 2004; Circolare n. 38 del 10.5 2004; Errata corrige CM n. 39 dell'11.5.2004; D.I. 25 gennaio 2005 n. 11; D.I. 5 maggio 2005 per l’a.s. 2005/2006; CM prot. n. 52/vm del 26 aprile 2006 che trasmette la bozza di D.I. con le nuove tabelle per l’a.s. 2006/2007; Tab: A, B (dotazioni regionali))

L’organico del personale Ata di ciascuna scuola viene determinato, per i vari profili, tenendo conto essenzialmente dei seguenti parametri:

  • numero degli alunni;
  • numero delle sedi scolastiche;
  • durata del tempo scuola;
  • tipologia e ordine di scuola ;
  • particolare complessità di alcune istituzioni scolastiche.

Inoltre, occorre considerare il fatto che la presenza eventuale di lavoratori LSU o di appalti di pulizia (situazione ereditata nella scuola con il transito del personale provenienti dagli Enti Locali) comporta una riduzione dell'organico dei collaboratori scolastici del 25% calcolata sui singoli plessi.

Nel caso di presenza di tecnici e amministrativi in contratto di collaborazione coordinata e continuativa, i co.co.co, provenienti dagli EE.LL, l’organico dei posti tecnici e/o amministrativi viene ridotto del 50%.

Le conseguenze delle scelte Morattiane: gli ultimi colpi di coda

In questi giorni abbiamo assistito agli ultimi colpi di coda della Moratti che per il prossimo anno scolastico ha tagliato ancora più posti di quanto non avesse fatto finora. La Moratti così facendo ci lascia una scuola in “miseria” sotto ogni punto di vista. Sulla base degli ultimi provvedimenti ministeriali (NB in particolare la nuova bozza di D.I. che tende a stabilizzare il taglio di 9.600 posti degli anni scorsi nel profilo dei collaboratori scolastici), si prevedono, in NUOVE (e più restrittive) tabelle distinte per ordine di scuola, i numeri in base ai quali costituire la pianta organica (teorica) della propria scuola.

Fin qui sembrerebbe un calcolo piuttosto semplice.

Il Miur, invece, con la nota n. 113 dell'11.6.2002 che introduceva il principio dei tetti regionali d’organico come limite “invalicabile” ha riconfermato anche per il prossimo anno scolastico un taglio di posti che va oltre quello “strutturale” che secondo la finanziaria 2002 doveva essere del 6% in tre anni.

Prima della nota n. 113 gli organici ATA indicati dai singoli provvedimenti annuali avevano un carattere puramente previsionale. Una eventuale variazione, in aumento o diminuzione, dei parametri rispetto alla previsione, comportava l’adeguamento automatico dell’organico.

L’attribuzione alle scuole dei posti in organico così come indicato dal Miur nelle tabelle annuali, avviene nei limiti imposti in ogni regione dai tetti.

Ne consegue che l’aumento del numero degli alunni, il cambiamento degli indirizzi di alcune scuole o l’aumento del numero delle sedi scolastiche non è affatto detto che facciano crescere il numero di posti assegnati. Anzi, paradossalmente più una regione aumenta gli alunni più alto è il taglio che subisce. Di conseguenza le scuole saranno costrette di nuovo a fronteggiare maggiori complessità e maggiore lavoro con organici insufficienti e ogni anno sempre più ridotti.

In sintesi, per conoscere l'organico che spetta alla propria scuola (o meglio, quello che spetterebbe alla propria scuola) vanno acquisiti i dati necessari e confrontati con la nuova tabella prevista per il proprio ordine e tipo di scuola. E i conti non tornano mai!

Il Personale assistente tecnico.

Un discorso a parte merita la determinazione degli organici del personale assistente tecnico.

La pianta organica degli assistenti tecnici, comprese le aree di riferimento su cui sono collocati, sono deliberate dalla giunta esecutiva ai sensi dell'art. 4 del DM 201/2000.

E' evidente che, per la pianta organica degli assistenti tecnici, la giunta dovrà tenere presente non solo le disposizioni indicate dal suddetto decreto, ma anche le disposizioni dell'art. 52 del Ccnl 24 luglio 2003.

Infatti, l'art. 52 al punto 2, tratta dell'articolazione dell'orario settimanale di lavoro degli assistenti tecnici e lo suddivide in ore di compresenza con il docente durante le esercitazioni di laboratorio (per almeno 24 ore) e in ore da dedicare alla manutenzione delle attrezzature e alla preparazione delle esercitazioni (per le restanti 12 ore).

In forza di questo principio contrattuale, la RSU ha diritto di verificare che la Giunta Esecutiva nel deliberare la pianta organica d'istituto, abbia considerato non solo le ore di esercitazioni di laboratorio legate al curricolo ma anche (contrariamente a quanto si sostiene nell’ultima CM n. 52/2006) le ore di impegno nei laboratori che derivano dalle ulteriori attività legate all'attuazione del POF e che rivestono un carattere continuativo e non eccezionale.

Ad esempio negli istituti professionali per il commercio e turismo le ore di impegno dei laboratori sono determinate dal monte ore di trattamento testi (A076) a cui vanno aggiunti gli impegni delle ore di laboratorio che derivano dai corsi di III area.

Assicurare la trasparenza delle operazioni: per il Miur è un problema

La FLC Cgil ha posto con forza il problema della trasparenza e della certezza delle procedure. Le scuole sono stanche e si sentono prese in giro dal momento che dopo aver introdotto i dati al sistema ricevono una configurazione di un organico che non corrisponde mai ai parametri indicati dal Miur con le ultime disposizioni. Un’operazione molto debole sotto il profilo della legalità visto che il D.I. su cui le scuole lavorano è una bozza.

Ruolo della RSU

Ricordiamo che, nonostante la formazione delle classi e la determinazione dell'organico del personale sia docente che Ata non siano materia oggetto di contrattazione di scuola, la RSU ha diritto di essere informata. Sulla proposta di organico Ata ovviamente non c’è alcuna competenza del collegio dei docenti, mentre vi è della Giunta Esecutiva per gli assistenti tecnici.

Il Dirigente scolastico dopo avere informato ed essersi confrontato con la RSU , assume la responsabilità delle scelte e delle richieste di posti da inviare alla Direzione Regionale (o CSA).

Pertanto il ruolo della RSU consiste, oltre che nel verificare e controllare la corretta applicazione della procedura e delle norme, nel rappresentare formalmente al Dirigente scolastico tutte le reali esigenze di organico necessarie al funzionamento dei servizi dell'istituzione scolastica.

Inoltre, la RSU può informare il sindacato provinciale e mettere a disposizione i dati della scuola, in vista del confronto previsto a livello territoriale sempre sugli organici.

Nota Bene

  • Poiché sarà estremamente difficile avere ulteriori posti in organico di fatto è opportuno che la scuola presenti da subito tutte le richieste di organico ritenute necessarie per il funzionamento del servizio.
  • E' opportuno che tutti i dati e le difficoltà vengano subito comunicate al sindacato provinciale.
  • E' comunque opportuno che le eventuali richieste avanzate dalla RSU vengano verbalizzate, compresa la richiesta di attivazione di posti in deroga, a fronte di esigenze oggettive di funzionamento dei servizi.
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